di Jane
Finalmente è successo. Il giorno è arrivato. Ero a messa e tu eri lì. Sono stata distratta per tutto il tempo, a guardarti, a scrutarti, a studiarti. Mi volevo avvicinare, ma non sapevo quando e come farlo. Per il segno della pace? In fila per la comunione? No. Ti volevo aspettare fuori dalla chiesa e braccarti così, quasi per caso, come se mi imbattessi in te per sbaglio. E invece niente, dopo la messa mi è bastato perderti di vista un microsecondo e tu ti sei volatilizzato, sei scomparso, forse sei fuggito per la paura di esserti sentito osservato in modo insistente per un’ora di celebrazione.
Ora però so dove trovarti, Francesco Alberoni. La prossima volta non potrai sfuggirmi. Sono troppe le domande che vorrei farti.
Per esempio vorrei sapere cosa pensi di quello che mi disse un giorno qualcuno: se vuoi distinguere una coppia sposata da una non sposata, basta che li osservi mentre sono a cena fuori.
La coppia sposata sarà quella che non aprirà bocca, che non si guarderà negli occhi, che rimarrà seria tutto il tempo, o incollata al Blackberry. La coppia non sposata sarà tutto l’opposto: risate, sguardi, chiacchierate e parole dolci. Morale: per salvaguardare l’amore bisogna evitare il matrimonio. Francesco, tu cosa pensi? Può esserci amore anche nel matrimonio? Sono troppi i casi a cui assisto che mi fanno pensare il contrario, anche se so che dovrebbero bastarmi le eccezioni che conosco a confermare la regola.
Ma non è così. Non posso evitare di ammettere il trauma psicologico che, inconsciamente, questa osservazione sul matrimonio, che mi fece chissà chi, mi ha provocato. Questo chissà chi sarebbe da perseguire penalmente per danni morali. A me, a cui “matrimonio” è sempre parsa una delle parole più belle del mondo. Sono, forse, stata vittima inconsapevole di Walt Disney? Forse, Cenerentola, Biancaneve, La bella addormentata, sono stati modelli sbagliati? È forse vero che il matrimonio non è la culla dell’amore ma la sua tomba? Ma poi, questo amore, che cos’è?
Forse è vero, bisogna liberarsi dai sogni hollywoodiani e disneyani, niente “e vissero felici e contenti”, niente “voglio invecchiare con te”, niente “per sempre”. Forse dovrei smettere di guardare ripetutamente film come The Notebook pensando che la realtà dell’amore sia così. E poi, è forse vero che il matrimonio distrugge la felicità e ti condanna al silenzio eterno? Francesco, vorrei che mi dicessi di no e mi spiegassi il perché, dall’alto della tua sapienza a cui mi inchino umilmente.
Ti dirò anche che negli anni, poi, ho raccolto tante altre osservazioni che hanno fatto da contraltare a quella brutta prospettiva di chissà chi. Un’altra persona, infatti, un giorno mi disse: “Laura, ricordati che si ama qualcuno e lo si sposa per allegria”. D’accordo. Sono convinta che per vivere felicemente sia necessario ridere. Poi qualcun altro mi disse anche: “Devi amare e sposare qualcuno con cui hai delle cose in comune”. Sì. E poi? “Il matrimonio è una magnifica avventura”. Bello, bellissimo.
Però non mi soddisfano tutte queste risposte. Manca qualcosa. Insomma, chi te lo fa fare di sposarti qualcuno per sempre? E come fai a capire se è proprio lui quello giusto? Non esiste un misuratore, tipo quello di Mary Poppins, che dica “Praticamente perfetto sotto ogni aspetto”?
Un giorno, poi, lessi il libro di Costanza. Anzi, lessi prima il retro del libro “Che c’è dopo il bacio finale? Qualcuna sa che si può essere felici persino con il marito?”. E dal retro passai in un batter d’occhio al contenuto, e divorai mezzo libro in libreria, ridendo sguaiatamente ogni tre per due, sotto lo sguardo indispettito della commessa e degli astanti.
Ecco, vorrei che tu gli dessi un’occhiata a quel libro, se non l’hai già fatto. Vorrei sapere cosa ne pensi e confrontarmi un po’ con te.
Vorrei sapere cosa pensi, per esempio, quando Costanza scrive: “Ma a che serve vivere se non costruisci qualcosa che ti superi?”. E poi ancora: “[…]nel pacchetto completo del matrimonio c’è quella dedizione totale che ogni cuore pretende. C’è qualcuno a cui puoi far vedere tutto di te, e lo stesso sentirti amata.”. Prosegue: “Il matrimonio è divertente, è naturale, risponde ai nostri bisogni e ai desideri di felicità”. Che ne pensi tu Francesco? Dopo avermi dato il segno della pace, dimmi la verità, ti prego, sull’amore e sul matrimonio.
